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Mostra Collettiva

Opening :  03 Novembre 2016 – h19.00
03 Novembre – 09 Dicembre 2016

Durante il vernissage performance del maestro Shuhei Matsuyama.

Siamo in un tempo di controllo collettivo.
L’illusione di avere in mano mezzi di comunicazione gestibili e controllati esclusivamente da noi sta piano piano, e finalmente, tramontando.  Forze politiche e religiose hanno contaminato un spazio che era nato libero e democratico.
 
Il sogno utopico di una anarchia comunicativa pulita e autoregolata dove ogni voce poteva essere nostra è tramontato, dato in pasto alle solite dinamiche di manipolazione e potere.  Il web 2.0, ovvero quello spazio metafisico dove deporre e far circolare il libero messaggio che era di tutti, è morto e i nuovi assetti del potere mediatico a cui ognuno è, suo malgrado e senza essere passato dalla consapevolezza di una scelta razionale, assoggettato, si fanno sempre più visibili e riconoscibili, a tutti.
 
Le metodologie sono quelle della comunicazione commerciale, della filmografia da impatto estremo, quelle dei bassi istinti, dove il pensiero, se ancora riesce a volare, vola basso, rasoterra.
Il terrore, il sensazionalismo, l’ipersemplificazione, la generalizzazione, l’inutile e continuo brusio che distrae, stanno livellando ogni tipo di informazione per raggiungere soltanto la nostra pochezza.
 
Anche se i mezzi non sono gli stessi, le regole e le metodologie della manipolazione non sono cambiate; è per questo che Avantgarden Gallery chiede a un gruppo di calligrafi di respiro internazionale un gradito grido di avvertimento attraverso la rielaborazione delle 10 strategie elaborate da Noam Chomsky sul controllo collettivo attraverso i mass-media.
Avantgarden propone una mostra che ci faccia tornare alle origini del messaggio, ripartendo dalla lettera.
 
Con  // NO FONT  ((CODEX)…, quindi, si porta il focus al nucleo del discorso, per un potente ritorno a una tabula rasa di purezza, su cui poter tornare a scrivere, rinnovati e senza il peso dell’omologazione.
Nel 1980 Rammellzee, artista visivo e performer newyorkese legato alla corrente graffiti, disse: “Il potere si serve del linguaggio per controllarci, ma se noi possediamo la lettera, siamo padroni del nostro destino”. Il lavoro compiuto alle origini dei graffiti si afferma passando dalle tags alla lettera, con lo scopo di trasfigurarne la struttura, per impedire al potere di riconoscerla. La digitalizzazione delle piattaforme espressive popolari ha come soffocato il potere che il segno fisico, disegnato, ha di essere trasfigurato e reso irriconoscibile, ma se pensiamo al potere della crittazione dei codici abbiamo, senza ombra di dubbio, sciolto l’arcano, riattualizzandolo.
 
Quando la lettera diventa immagine, perde quasi la sua leggibilità e diventa entità pittorica, come il codice, una volta ricreate e rinnovate le regole combinatorie dei caratteri digitali, crea nuovi percorsi semiotici.
Calligrafia come crittazione è la sfida che Avantgarden lancia ai suoi 10 artisti per la creazione di nuovi codici, per un rimescolamento del segno che riporti a galla solo la purezza del messaggio e di chi vuole assorbirlo, con coscienza, in una sorta di invito, sia per il contenuto, le 10 regole di Chomsky, sia nella costruzione della forma, a una sensata e attualmente necessaria scrematura dall’overflow comunicativo a cui siamo, ormai esausti, tutti sottoposti da anni.
 
Ma c’è di più. Noam Chomsky non ha mai riconosciuto la paternità delle 10 regole. Che sia un’altra rielaborazione mediatica arrivata e virilizzata dal web? L’informazione è diventata estremamente ed estraneamente liquida e confondente. Il messaggio si trasfigura e la linea diventa sia concetto che mezzo. Ogni artista è chiamato, quindi, a interpretare la lista di Chomsky delle 10 strategie, a sceglierne la lingua, a rielaborarla nel suo stile. L’effetto sarà quello di portare lo spettatore a fare di nuovo i conti con la sua autonomia di giudizio e allo sforzo di riconoscere nello stile e nella regola quelle linee che costruiranno il messaggio creato appositamente per rinnovare la sua consapevolezza intellettuale.

Testo critico di  Francesca Holsenn

ENGLISH

Group Show

We are in a period of collective control.

The illusion of holding means of communication that are managed and controlled only by us is slowly, and finally, fading.  Political and religious forces have contaminated a space which was once free and democratic, the utopian dream of a clean and self-regulated communicative anarchy where each voice could have been ours has faded, ruined by the usual dynamics of manipulation and power.  The web 2.0 , or rather the metaphysical space where liberal messages of the people were set free to roam, is dead.  The new structures of mediatic power to which everyone is, unwillingly and without being offered a conscious and rational choice, subjected are more and more visible and recognisable to everyone.

The methodologies are those of commercial communication, from filmography of extreme impact, those of low instincts, where thoughts, if allowed to fly, fly low – almost touching the ground.  The fear, the sensationalism, the hyper-semplification and the generalisation, the useless and continuous hum that distracts us, are leveling every kind of information  just in order to reach our smallness.  Even if the means are different, the rules and methodologies of manipulation haven’t changed; this is why Avantgarden Gallery has asked a group of calligraphers of international appeal for their much appreciated cry of warning through the re-elaboration of the 10 strategies elaborated by Noam Chomsky on collective control by the mass-media.  

Avantgarden proposes an exhibition that will take us back to the origins of the message, starting from the letter.  

With // NO FONT  ((CODEX)…, therefore, focus is brought to the nucleus of the matter, for a potent return to a pure blank slate, on which we can write once more, renewed and without the burden of homologation.  

In 1980 Rammellzee, a visual artist and performer from New York who is linked with present-day graffiti, said “ Power makes use of language to control us, but if we have the letter, we are the masters of our own fate”.  The work carried out at the origins of graffiti is affirmed by passing from tags to letters, with the purpose of transfiguring the structure, to prevent the power from recognising it.  The digitalisation of the popular expressive platforms has seemingly suffocated the power that the physical sign, drawn, has to be transfigured and made unrecognisable.  If we think of the encryptment of codes, we have, without a doubt, solved the mystery – bringing it up to date.  When the letter becomes an image, it nearly loses it’s legibility and it becomes a picturesque entity, like a code, once it is recreated and the combined rules of the digital characters have been renewed, it creates new semiotic paths.  Calligraphy, just like encryption, is the challenge that Avantgarden has set its 10 artists for the creation of new codes, for a shuffling of the sign that will bring to the surface only the pureness of the message and that of whoever wants to absorb it, with awareness, in a kind of invitation, both for the contents, the 10 rules of Chomsky, and in the construction of the shape, to a sensible and actually necessary skimming of the communicative overflow of which we are, by now, exhausted after having been exposed to it for so many years.

But there is more. Noam Chomsky has never recognised the paternity of the 10 rules.  Is it another mediatic re-elaboration that has infected the web?  The information has become extremely, and strangely, fluid and confusing.  The message is transfigured and the line becomes both the concept and the means.  Each artist has therefore been asked to interpret Chomsky’s list of 10 strategies, to choose a language and to re-elaborate it in their own personal style.  The effect will make the spectator re-consider their ability to judge, and to recognise within the style and the rules, those lines that will construct the message that has been deliberately created to renew their intellectual awareness.
 
Critical text by Francesca Holsenn

BIOS

ANDREA RIOT
Italiano ma artista calligrafo attualmente residente a Londra.
Inizia con i Graffiti nel 1998 viaggiando per l’Italia e l’Europa; l’amore per il design lo porta a scoprire un nuovo approccio alle lettere, da qui inizia il suo percorso nel mondo della calligrafia fino a sviluppare un suo stile astratto con un unico e riconoscibile tratto.
Ora fa parte del Wizard Kings Collective.
andreariot.com
@andreariot
 
CREEPYMOUSE
Nasce a Taiwan nel 1991, il nome CreepyMouse rimanda all’idea del writer che, come un topo, si muove sempre nella notte.
www.facebook.com/CreepyMousePaintDesign
 
FRANCESCO GUERRERA
Art Director, maker per deformazione, fotografo e calligrafo per passione, dal 1999 lavora in alcune tra le più importanti agenzie internazionali – Saatchi&Saatchi, DDB, Arnold Worldwide – per poi diventare Direttore Creativo in Armando Testa e quindi Executive Creative Director in TBWA Italia, dove lavora fino al 2015.
Oggi è partner delle Balene con cui nel 2015 ha fondato anche “Acqua su Marte”.
 
Awards
2014 – 2 Cannes Lions Shortlist Smok-Ink
2014 – Epica Awards – Gold and Bronze Smok_Ink
2014 – 4 Silver, 4 bronze, 1 Shortlist at ADCI
2013 – 1 Cannes Lions Bronze – Promo&activation – McDonald’s
2013 – 1 Gold, 2 Silver, 3 Bronze, 3 ShortList at ADCI
2012 – Cannes Lions Short List – Promo&Activation
2011 – 2 Cannes Lions Shorlist – Design – Selfpromotion
2010 – ADCI Shortlist – On-line viral
2010 – ADCI Shortlist – Photography
 
JAN KOKE
Artista tedesco di Amburgo.  Il 1994 è l’anno in cui entra in contatto per la prima volta con il mondo dei graffiti e del lettering.  Nel 2006 studia per diventare tipografo e stampatore, in questo periodo conosce l’arte della tipografia dal suo maestro, un tipografo della vecchia scuola.  Successivamente studia design della comunicazione ad Amburgo per ampliare la sua conoscenza sulle lettere.  Nei suoi studi progetta font, loghi e si concentra sempre di più sulla calligrafia, riuscendo a liberarsi delle diverse influenze per creare qualcosa di nuovo, mescolando stili, strumenti e diverse filosofie.
jankoke53@yahoo.de
@jankoke53
www.facebook.com/JanKokeTypography
www.facebook.com/Calligraffiti-349261328247
  
LUCA FONT
Nasce a Bergamo nel 1977.  Writer, tipografo occasionale, viaggiatore interessato, convinto sostenitore della tradizione e soprattutto della sua intrinseca relatività.  Dai treni e muri fino ai tatuaggi, passando per i lavori su carta, il minimo comune denominatore è l’interesse manifesto per grafica e sintesi visiva, funzionalità e modernismo, in nome della costante ricerca di un punto d’incontro tra creazione e razionalità.
 
My War @ Avia Pervia Modena
So Faraway So Close @ Santeria Milano
Qaudrivium @ Avantgarden Milano
La Bellezza fa 40 @ Castello di Lecce
Fire and Desire @ Studio Museo Messina
www.lucafont.com
 
SHUHEI MATSUYAMA
Shuhei Matsuyama nasce a Tokyo nel 1955.  Dopo aver terminato gli studi all’Accademia di Belle Arti della sua città natale, si trasferisce in Italia nel 1976 per seguire i corsi dell’Accademia d’Arte di Perugia.  Nel 1991 arriva a Milano e inizia un’intensa attività espositiva che porta le sue opere in giro per il mondo, da Venezia a Tokyo, da San Francisco a New York.  Di particolare importanza sono le 5 mostre SHIN-ON presentate a Venezia in un arco di dieci anni in coincidenza con la Biennale di Venezia.  In Francia le sue opere sono state usate per la copertina del programma annuale del Conservatoire de Paris.
Anche lo spazio pubblico è stato e continua ad essere una parte importante della sua attività.  Opere principali sono la scultura colonnare alta 5m a Hakata, Giappone, e la fontana in mosaico a Rieti.  Inoltre le sue opere sono state usate anche come allestimento in uffici prestigiosi, alberghi, appartamenti e ristoranti, come nella president suit room della Four Seasons Hotel in Arabia Saudita.
Uomo tra due universi, orientale e occidentale, fonde insieme l’esperienza pittorica con quella spirituale creando opere che sintetizzano due espressioni: pittura e suono per la stimolazione dei sensi.
www.shuheimatsuyama.com
 
PATRICK HARTL
Artista tedesco, il lettering e l’handwriting sono la sua passione.
Il suo primo graffito risale all’età di 15 anni; all’università scopre la sua passione per la calligrafia.  Le sue opere riflettono le sue radici e le sue ispirazioni: stickers, posters , tags, e calligrafia.  Patrick Hartl crea il proprio muro indipendentemente dal materiale con cui lavora.
 
17.06.-16.07.2016:
STORIES FROM THE LAYER COLLECTION
Patrick Hartl & Robert Hoffmann
Only Art Club
Hamburg
04.-08.05.2016:
Calligraffiti Ambassadors
STROKE Artfair
Munich
17.02.-13.03.2016:
Can’t you hear me knocking
Soloshow
Üblackerhäusl
Munich
www.patrickhartl.com
www.patrickhartl.bigcartel.com
@stylefighting
www.facebook.com/stylefighting
 
POKRAS LAMPAS
Uno dei rappresentanti più illustri, è anche uno dei leader d’opinione della moderna comunità di calligrafia.
Inizia con i graffiti nel 2008 e subito dopo viene ispirato dal movimento “Calligraffiti”, tanto da lavorare a un suo stile personale, il “Calligrafuturism”.  Pokras Lampas sperimenta attivamente diverse direzioni di calligrafia moderna, applicando e combinando la sua conoscenza della cultura di strada con il design e la tipografia di diverse nazioni e generazioni.  E’ attivamente coinvolto in progetti di arte e collabora regolarmente con la maggior parte dei più grandi marchi russi e con i marchi di alta moda.  Nel corso di quest’ultimo anno Pokras Lampas è stato membro di mostre collettive e progetti artistici tenuti in Russia, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti.
@pokraslampas
  
SAID DOKINS
Artista messicano del 1983, Said Dokins vive e lavora a Città del Messico.  La sua pratica culturale ruota intorno alla produzione di arte contemporanea, alla ricerca e al management culturale.  Ha creato progetti curatoriali legati alle arti urbane e alle questioni politiche che accadono nel suo paese.  Il suo lavoro come artista si muove a livello nazionale e internazionale in paesi come Spagna, Germania, Olanda, Belgio, Regno Unito, Argentina, Cile, Brasile, Perù.
Per lui ogni esperienza è una traccia, un’impronta che crea una texture nel nostro universo simbolico.  In questo senso, la calligrafia e i graffiti non sono solo su carta e inchiostro, sulle pareti e spruzzi, ma su ogni evento della nostra esistenza.
 
2016     The design Of Words, Aqua Sumarte,  Milan, Italy. Calligraphy and Drawing
2016     Stroke Art Fair, Munich, Germany. Contemporary Art
2016     Street Art Festival Evry Centre Essonne, Evry, Paris, France. Murals in collaboration with Monkeybird Collective
2016     Wall Exhibition- Labolic Cultural Space, Paris, France. Urban Art
2016     Coachella Walls Festival,  Pueblo Viejo, California, United States. Urban Art
2015     Graffitti Exhibition: Said Dokins, Mazatl, Fusca, Ácaro. Hoxton Gallery, London, UK. Urban Art
2015     Máscaras.  Urban interventions in the frame of Dual Year Mexico – UK. Year of Mexico in the United Kingdom, London, UK
saidokins.blogspot.mx
@saidokins
www.facebook.com/SaidDokins
 
STOHEAD
[Christoph Haessler]
Tedesco, vive e lavora a Berlino.
 
Solo shows
2016
SMOKE IN MY PERIPHERY I Galerie Schimming, Hamburg, D
BORDERS I Speerstra gallery, Bursins, CH
2015
LA MORT D`ÈCRITURE I Banana gallery, Mannheim, D
2014
NOW I Galerie le Feuvre, Paris, F
2013
RADICALLIGRAPHY I Galerie Ruttkowski68, Cologne, D
®EVOLUTION I Speerstra gallery, Bursins, CH
DECOMPOSITION I Circle Culture gallery, Berlin, D
www.stohead.com

Artworks:

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