// NO FONT ((CODEX)(…2

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mostra collettiva
CHAZ BOJÓRQUEZ – CRYPTIK – DIAA ALLAM – FAUST – HASSAN MASSOUDY – LUCA BARCELLONA – POESIA TRANSCEND – RAE PRIMO – SKKI – USUGROW – ZEPHA

A cura di Manfredi Brunelli Bonetti – Testo critico di Francesca Holsenn

“Il potere si serve del linguaggio per controllarci, ma se noi possediamo la lettera, siamo padroni del nostro destino.”
Rammellzee, New York – 1980

//NO FONT ((CODEX)(…2 è la seconda edizione di una delle più interessanti mostre dello scorso anno a Milano, una collettiva che pone al centro del messaggio il mezzo calligrafico.

Con questa nuova edizione di //NO FONT ((CODEX)(…, Avantgarden Gallery vanta la presenza dei lavori di altri selezionatissimi artisti provenienti dall’ambito calligrafico internazionale, per citarne alcuni, Chaz, maestro del Cholo di Los Angeles, Cryptik, creatore di incredibili mandala ed esponente calligrafo dalle influenze asiatiche, Luca Barcellona, calligrafo milanese di fama internazionale, Skki, artista a 360 gradi e writer di concetto.

La calligrafia si sta costruendo un nuovo pubblico. Sempre più protagonista, è in grado di attirare a sé attenzione e ascolto. Sì, perché con la calligrafia si parla e si portano in chiaro contenuti condivisibili. Se ogni mezzo non è mai neutrale (The Medium is the Massage. An inventory of effects. di Marshall McLuhan), forse la calligrafia è il mezzo che più profondamente incarna il messaggio che sta portando. Da sempre.

Nel mio testo della prima edizione vi era una citazione di Rammellzee, artista visivo e performer newyorkese legato alla corrente del Graffiti, che riportiamo perché è il ponte narrativo tra le due edizioni di //NO FONT ((CODEX)(…: “Il potere si serve del linguaggio per controllarci, ma se noi possediamo la lettera, siamo padroni del nostro destino”.
La lettera, il simbolo, permettono al contenuto di diventare reale attraverso il segno, un segno che se messo in mano a un calligrafo (o a un writer) può diventare il contenuto stesso, potente e chiaro. In questa edizione 2.0, Avantgarden Gallery riesce a portare in mostra proprio uno dei lavori dell’artista newyorkese.
Rammellzee, da padrino teorico della prima edizione, trova presenza in questa edizione della mostra con una delle sue grafiche. Passeggiando per la mostra sarà totalizzante cogliere la suggestiva connessione artistica e concettuale che il lavoro di Rammellzee è capace di creare con i lavori dei nuovi ospiti chiamati proprio ad approfondire quella possibile rappresentazione del potere.

Forti della prima edizione, anche per //NO FONT ((CODEX)(… 2 ci si rifà nuovamente al lavoro di Noam Chomsky, questa volta alle prese con il concetto di potere.
Secondo Noam Chomsky il potere si regola su 10 leggi, le 10 leggi del potere appunto e, per //NO FONT ((CODEX)(…2 , Avantgarden Gallery ha invitato le personalità artistiche a lasciarsi liberamente ispirare da 10 concetti chiave estrapolati proprio dal lavoro del filosofo del linguaggio più importante della storia del Novecento, nel suo incontro/scontro con il concetto di potere.

Ideologia, democrazia, economia, denaro, popolo, solidarietà, controllo, elezioni, ricchi contro poveri, consenso, sono i concetti, i lemmi, le visioni con cui ogni artista ha trovato connessioni e possibilità rappresentative perché è proprio dalla declinazione di questi 10 concetti che nasce, si sviluppa, si rafforza e si concretizza l’idea di potere nelle pratiche politiche ed economiche della società in cui stiamo vivendo.
Attraverso le opere esposte è immediato, ma allo stesso tempo criptato, il riconoscimento di ciò che viene rappresentato. Più immediato è, e più sono attive le connessioni che lo spettatore riesce a innescare in modo naturale e istintivo con il lavoro dell’artista. La calligrafia ha una ‘lettura’ codificata e multilivello. Si può ‘leggere’ e si può ‘sentire’. Ed è proprio questa l’esperienza a cui //NO FONT ((CODEX)(… 2 vi sta invitando, a percepire come il potere possa permeare il nostro vissuto diventando segno riconoscibile o no se il vissuto prende pieghe di inaspettata condivisione.

Conoscendo i meccanismi su cui il potere si costruisce è possibile capire come usarlo, come coltivarlo, come appoggiarlo, ma anche come distruggerlo. Ogni concetto scelto e analizzato, com’è facile capire, è declinabile nelle due direzioni opposte: al servizio del potere o, al contrario, in funzione di distruggerlo. Sentire il segno è come schierarsi, a volte attraverso una scelta razionale, a volte di pancia.
Francesca Holsenn